La storia della Cassa di Risparmio di Cesena ebbe inizio nel lontano 1841 per iniziativa di 105 privati cittadini che, con lungimiranza e sensibilità, diedero vita all'istituto con lo scopo di favorire il piccolo risparmio e di consentire l'accesso al credito anche degli strati più poveri della popolazione e di sovvenzionare la nascente imprenditoria locale (i soci, sino alla trasformazione in società per azioni, non avevano diritti sugli utili della Banca che, per la parte non accantonata a riserva, erano destinati a opere di pubblica utilità e di beneficenza).
In un avviso a stampa del 1841, datato 22 dicembre i cesenati potevano leggere:
" Col principiare del nuovo anno 1842, lo stabilimento della Cassa di Risparmio, situato nel piano terra del palazzo del Signor Duca Torlonia già Braschi, sarà aperto al pubblico".
Così venne resa pubblica la notizia che anche a Cesena era stata fondata una Cassa di Risparmio, riconosciuta dal governo pontificio il 18 maggio 1841 (riconoscimento poi confermato dal neonato stato unitario italiano, con regio decreto 17 marzo 1861).
L'apertura degli uffici seguì il 2 gennaio 1842, segnando subito il successo del nuovo istituto: il primo giorno di attività furono ricevuti depositi per il considerevole ammontare di 197 scudi.
Iniziava, in questo modo, la storia di un'azienda bancaria la cui presenza avrebbe poi grandemente contribuito a mutare in profondità il quadro economico e sociale del territorio cesenate - non soltanto del Comune capoluogo ma anche di tutti i centri minori che appartengono al comprensorio - agendo da propulsore delle forze produttive locali.
L'Istituto ha conosciuto il suo maggiore sviluppo a partire dagli anni '50 del XX secolo, contribuendo in modo determinante allo sviluppo economico della propria zona di operatività, e segnatamente del comprensorio cesenate, ove rappresenta la maggiore banca locale.
Con la riforma del sistema bancario approvata dal legislatore nel 1990 (legge 30 luglio 1990, n. 218 e decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356), le banche pubbliche hanno potuto effettuare operazioni di ristrutturazione aziendale, fiscalmente agevolate, da cui sono sorte società per azioni operative nel settore del credito.
Questa normativa ha consentito alle banche di diritto pubblico di modificare il loro "status" giuridico, allo scopo di rafforzare la dimensione patrimoniale e migliorare la capacità competitiva sul mercato.
La Cassa di Risparmio di Cesena, fra le prime di Italia, ha attuato tale processo di ristrutturazione; il relativo "progetto", approvato il 30 ottobre 1991, è stato attuato con le seguenti operazioni:
- conferimento, da parte dell'allora ente creditizio pubblico Cassa di Risparmio di Cesena, dell'intera azienda bancaria ad una nuova società per azioni, costituita allo scopo e denominata "Cassa di Risparmio di Cesena S.p.A.", che ha continuato l'attività propriamente bancaria;

- ridefinizione dell'oggetto sociale e dell'organizzazione dell'ente conferente, in capo al quale sono stati mantenuti alcuni cespiti patrimoniali, la Biblioteca giuridico-economica "G. Ghirotti" (sita nel centro storico di Cesena, nel Palazzo Romagnoli) e una dotazione in denaro.
Dalle operazioni sono quindi scaturiti due soggetti, che hanno iniziato la propria operatività dal 1° gennaio 1992:
- la "Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena", persona giuridica privata dotata di piena autonomia statutaria e gestionale, quale continuazione dell'Ente originario; - la nuova società per azioni bancaria "Cassa di Risparmio di Cesena S.p.A.".
La Fondazione non ha fini di lucro e persegue scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo del territorio cesenate e del suo circondario.
Indirizza la propria attività nei settori statutariamente previsti:
ricerca scientifica, istruzione, arte, conservazione e valorizzazione dei beni culturali e ambientali, sanità e assistenza sociale, nonché promozione dello sport giovanile e dello sviluppo economico locale.
Opera sovente a fianco ed in collaborazione con altre realtà ed enti, sia pubblici che privati, svolgendo un ruolo significativo nella crescita del territorio.
Il suo statuto ha subito nel corso degli anni diverse modifiche, per essere adeguato alla normativa tempo per tempo emanata in tema di fondazioni bancarie, nonché alle rinnovate esigenze organizzative e gestionali dell'ente.
Il testo statutario vigente è destinato a subire nei prossimi mesi ulteriori variazioni, indotte dalla legge 28 dicembre 2001, n. 448 (legge finanziaria 2002) e dal Regolamento del Ministro dell'Economia e delle Finanze in corso di definizione.
La Fondazione detiene un notevole patrimonio, pressoché interamente investito, attualmente, in azioni di Unibanca, società che controlla il gruppo bancario di cui fanno parte, dal 1999, la Cassa Risparmio Cesena e la Banca di Romagna, a seguito di un processo di aggregazione fra aziende bancarie locali.
I frutti di questo patrimonio sono destinati all'erogazione per le finalità istituzionali; è quindi un patrimonio gestito a beneficio della collettività e del tessuto sociale in cui la Cassa di Risparmio di Cesena è sorta e si è sviluppata.

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