COME PROCEDE IL RESTAURO SUGLI AFFRESCHI DEL CAPITOLO DEL MONTE

Sta procedendo alacremente e ha già ottenuto risultati di rilievo (con alcune scoperte inaspettate) il restauro in corso sugli affreschi che decorano la Sala Capitolare del Monastero dell’Abbazia di Santa Maria del Monte, luogo fra i più rilevanti di Cesena, sia da un punto di vista spirituale, che storico e culturale della città.

Lo stato di avanzamento del restauro è stato presentato nel corso di una conferenza stampa che si è svolta il 23 aprile con la partecipazione, accanto all’Abate dom Mauro Maccarinelli, del Presidente della Fondazione Carisp Luca Lorenzi, del restauratore Giovanni Giannelli, titolare del Laboratorio di restauro Ottorino Nonfarmale di Bologna e del responsabile della Direzione Regionale Romagna Marche di Crédit Agricole Italia Lorenzo Milani. Nell’incontro con i giornalisti, infatti, si è parlato della campagna di crowdfunding attiva dall’inizio di aprile su Crowdforlife, il portale di donation crowdfunding di Crédit Agricole Italia, con l’intento di coinvolgere la cittadinanza per il finanziamento di una serie di interventi strutturali necessari a garantire il mantenimento degli affreschi dopo il restauro.

Come si ricorderà, l’intervento di restauro si è reso necessario per salvare dal degrado il ciclo di affreschi e scongiurarne la perdita definitiva. Per la realizzazione del progetto, partito fine 2025, è stata attivata una significativa sinergia tra il Laboratorio di Restauro Ottorino Nonfarmale, vera eccellenza del settore, e l’Università di Bologna – Dipartimento di Diagnostica del Campus di Ravenna, sotto la supervisione della Soprintendenza competente. Determinante il contributo del mecenatismo, con il coinvolgimento circa 50 realtà fra associazioni, fondazioni e imprese del territorio grazie al coordinamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, che si è fatta promotrice e capofila della raccolta.

La prima fase del restauro: risultati e scoperte

La prima fase del cantiere, già realizzata dal laboratorio diretto dal Maestro Giovanni Giannelli, si è concentrata sugli aspetti conoscitivi di un contesto particolarmente complesso. Le superfici pittoriche hanno infatti evidenziato condizioni conservative difficili, con numerose sovrapposizioni dovute a interventi manutentivi stratificatisi nel tempo e differenti livelli di degrado.

Le operazioni iniziali hanno riguardato la messa in sicurezza e il consolidamento dei sollevamenti della pellicola pittorica, oltre alla rimozione delle alterazioni più grossolane, non coerenti con una pittura del XVI secolo. Parallelamente, è stato avviato un approfondito lavoro di lettura stratigrafica, finalizzato a comprendere la natura degli interventi precedenti e la tecnica esecutiva originaria.

I primi risultati hanno rivelato una pittura ad affresco con ampie integrazioni a secco. I lavori hanno consentito di riportare alla luce porzioni pittoriche celate da vecchie coperture, tra cui un pregevole fregio absidale, che restituisce nuova rilevanza al ciclo decorativo attribuito a Benedetto Coda e alla sua bottega.

La fase successiva prevede l’avvio di analisi scientifiche condotte dall’Università di Ravenna su campioni di malte e pigmenti prelevati durante il cantiere. Queste indagini saranno fondamentali per caratterizzare i materiali, comprendere le tecniche esecutive e ricostruire la cronologia delle diverse fasi decorative.

Il progetto si distingue anche per i suoi aspetti innovativi: il cantiere è infatti aperto al pubblico su prenotazione attraverso visite guidate, offrendo un’occasione unica per osservare da vicino le operazioni di restauro e comprendere la complessità del lavoro. Una scelta che valorizza il ruolo dei restauratori e di tutte le professionalità coinvolte nella tutela del patrimonio.

Parallelamente, il cantiere rappresenta un’importante opportunità formativa: giovani specializzandi dell’Università sono coinvolti in attività di ricerca e tirocinio, contribuendo alla realizzazione di studi e tesi di laurea nell’ambito della conservazione dei beni culturali. Un investimento concreto nella formazione dei tecnici e dei professionisti di domani.

In questa prospettiva, il restauro del ciclo di affreschi costituisce non solo un intervento conservativo, ma anche un’occasione preziosa di approfondimento storico-scientifico su un’opera finora poco indagata dalla letteratura critica, restituendole il giusto rilievo nel panorama artistico locale e nazionale.

Per conservare la bellezza serve l’aiuto di tutti: la campagna di crowdfunding rivolto ai cesenati

Da inizio aprile Crowdforlife.it, portale di donation crowdfunding di Crédit Agricole Italia, ospita una campagna di raccolta fondi lanciata dall’Abbazia del Monte per rendere partecipe l’intera comunità cesenate – da sempre affezionatissima al Santuario – in questo percorso di recupero e tutela.

In questo caso, l’obiettivo è di raccogliere la somma necessaria – circa 30mila euro - per realizzare alcuni interventi indispensabili a garantire, anche nel lungo periodo, l’adeguata conservazione del ciclo pittorico e impedire un nuovo degrado.

Nel dettaglio, si punta a mettere in atto alcune opere strutturali preventive, come ad esempio la sostituzione degli infissi e l’installazione di sistemi per il condizionamento, che permetteranno di ridurre i fattori di rischio e di mantenere condizioni ambientali il più possibile stabili e controllate.

Per partecipare alla campagna basta collegarsi al sito www.ca-crowdforlife.it,selezionare il progetto “Abbazia S. Maria del Monte – Un restauro per il Millenario (1026-2026)” e seguire passo a passo le istruzioni. Non c’è un limite minimo: si può partecipare anche con pochi euro.