CONTRASTO ALL'EMERGENZA ALIMENTARE

Soffrire la fame in una società opulenta, dove i supermercati traboccano di merci e annualmente vengono buttati 27 chilogrammi pro capite di cibo commestibile? Sembra inconcepibile, e invece è la dura realtà per migliaia di persone, anche del nostro territorio. Una situazione che la pandemia e il lockdown hanno aggravato, colpendo non solo chi già era in difficoltà, ma anche tanti che dall’oggi al domani si sono trovati nell’impossibilità di lavorare. Lo confermano le strutture assistenziali del territorio, che nel corso del 2020 hanno registrato un incremento significativo di richieste di aiuto da parte di nuove persone indigenti. Di fronte a un quadro così preoccupante, la Fondazione Carisp è intervenuta con una somma importante, destinando oltre 45mila euro per sostenere realtà impegnate a contrastare l’emergenza alimentare. Nel dettaglio, ammonta a 10mila euro la somma assegnata al Banco Alimentare Emilia Romagna, che da trent’anni recupera eccedenze dalla filiera agroalimentare per distribuirle gratuitamente alle 749 strutture caritevoli – dai centri di accoglienza alle mense per i poveri, dalle Caritas parrocchiali alle Misericordie e Pubbliche Assistenze - convenzionate sul territorio regionale. Di queste, sono 43 quelle attive nel Cesenate, e attraverso di esse nel 2020 sono state sostenute oltre 4300 persone (in aumento di circa l’8% rispetto all’anno precedente). Diversi i canali dai quali il Banco Alimentare recupera i prodotti: le aziende alimentari, i punti vendita della grande distribuzione, i consorzi ortofrutticoli, la ristorazione collettiva…Si badi, sono tutti alimenti ancora perfettamente commestibili, ma che per diverse ragioni non sono più commercializzabili; l’intervento del Banco Alimentare li salva dallo spreco per distribuirli gratuitamente alla rete della solidarietà, con un evidente beneficio sociale, ma anche ambientale. Grazie a questo impegno, nel 2020, in Emilia Romagna il Banco Alimentare è riuscito a garantire la distribuzione 8 milioni e 778mila kg di alimenti, di cui oltre 720mila nella provincia di Forlì-Cesena. . Altri 35mila euro sono andati a sostegno del progetto Donacibo, attivato ad aprile 2020 dalla Fondazione Romagna Solidale insieme al Banco di Solidarietà di Cesena, che sostiene molte famiglie bisognose, dal Rubicone fino all’alta valle del Savio grazie a una rete di volontari, e fornisce beni alimentari a varie Associazioni come Misericordia Sarsina, Caritas parrocchiali, gruppi della San Vincenzo, Papa Giovanni XXIII. Il Banco di Solidarietà è l'unico ente di beneficenza con sede in provincia di Forlì Cesena ammesso al ritiro dal mercato delle eccedenze dei prodotti ortofrutticoli della Regione Emilia Romagna e in questo periodo è stato in grado di programmare con molte aziende del territorio (Orogel, Amadori, Babbi, Arca ) il ritiro continuativo di alimenti e prodotti ortofrutticoli, riuscendo così a dare una risposta a tutte le richieste di aiuto, che in qualche caso non sono state esclusivamente alimentari. Sono stati consegnati, infatti, anche otto computer per aiutare famiglie che non avevano a disposizione gli strumenti per far seguire ai figli la didattica a distanza. Fra le erogazioni contro l’emergenza alimentare si inserisce, infine, la somma di 1.000 euro assegnata alla Croce Rossa Italiana - Comitato di Cesena per l’acquisto di alimenti e prodotti per l'infanzia per famiglie in difficoltà economica. Soffrire la fame in una società opulenta, dove i supermercati traboccano di merci e annualmente vengono buttati 27 chilogrammi pro capite di cibo commestibile? Sembra inconcepibile, e invece è la dura realtà per migliaia di persone, anche del nostro territorio. Una situazione che la pandemia e il lockdown hanno aggravato, colpendo non solo chi già era in difficoltà, ma anche tanti che dall’oggi al domani si sono trovati nell’impossibilità di lavorare. Lo confermano le strutture assistenziali del territorio, che nel corso del 2020 hanno registrato un incremento significativo di richieste di aiuto da parte di nuove persone indigenti. Di fronte a un quadro così preoccupante, la Fondazione Carisp è intervenuta con una somma importante, destinando oltre 45mila euro per sostenere realtà impegnate a contrastare l’emergenza alimentare. Nel dettaglio, ammonta a 10mila euro la somma assegnata al Banco Alimentare Emilia Romagna, che da trent’anni recupera eccedenze dalla filiera agroalimentare per distribuirle gratuitamente alle 749 strutture caritevoli – dai centri di accoglienza alle mense per i poveri, dalle Caritas parrocchiali alle Misericordie e Pubbliche Assistenze - convenzionate sul territorio regionale. Di queste, sono 43 quelle attive nel Cesenate, e attraverso di esse nel 2020 sono state sostenute oltre 4300 persone (in aumento di circa l’8% rispetto all’anno precedente). Diversi i canali dai quali il Banco Alimentare recupera i prodotti: le aziende alimentari, i punti vendita della grande distribuzione, i consorzi ortofrutticoli, la ristorazione collettiva…Si badi, sono tutti alimenti ancora perfettamente commestibili, ma che per diverse ragioni non sono più commercializzabili; l’intervento del Banco Alimentare li salva dallo spreco per distribuirli gratuitamente alla rete della solidarietà, con un evidente beneficio sociale, ma anche ambientale. Grazie a questo impegno, nel 2020, in Emilia Romagna il Banco Alimentare è riuscito a garantire la distribuzione 8 milioni e 778mila kg di alimenti, di cui oltre 720mila nella provincia di Forlì-Cesena. . Altri 35mila euro sono andati a sostegno del progetto Donacibo, attivato ad aprile 2020 dalla Fondazione Romagna Solidale insieme al Banco di Solidarietà di Cesena, che sostiene molte famiglie bisognose, dal Rubicone fino all’alta valle del Savio grazie a una rete di volontari, e fornisce beni alimentari a varie Associazioni come Misericordia Sarsina, Caritas parrocchiali, gruppi della San Vincenzo, Papa Giovanni XXIII. Il Banco di Solidarietà è l'unico ente di beneficenza con sede in provincia di Forlì Cesena ammesso al ritiro dal mercato delle eccedenze dei prodotti ortofrutticoli della Regione Emilia Romagna e in questo periodo è stato in grado di programmare con molte aziende del territorio (Orogel, Amadori, Babbi, Arca ) il ritiro continuativo di alimenti e prodotti ortofrutticoli, riuscendo così a dare una risposta a tutte le richieste di aiuto, che in qualche caso non sono state esclusivamente alimentari. Sono stati consegnati, infatti, anche otto computer per aiutare famiglie che non avevano a disposizione gli strumenti per far seguire ai figli la didattica a distanza. Fra le erogazioni contro l’emergenza alimentare si inserisce, infine, la somma di 1.000 euro assegnata alla Croce Rossa Italiana - Comitato di Cesena per l’acquisto di alimenti e prodotti per l'infanzia per famiglie in difficoltà economica.

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